BUSINESS
Noleggio
Nel 2012 immatricolazioni giù del 10%
Calano le immatricolazioni di auto destinate al noleggio a lungo termine.
Finora erano gli unici, nel mondo delle quattro ruote, a non essere stati toccati dalla crisi. Anche per la diversa ciclicità del loro business, va detto, rispetto al mercato complessivo dell'auto. Adesso però anche il noleggio dei veicoli ha innestato la retromarcia e una certa preoccupazione per il futuro, alla presentazione dell'undicesimo rapporto Aniasa oggi a Milano, tra gli addetti ai lavori si notava. E non solo per la congiuntura macroeconomica, visto che a far paura è soprattutto il fisco, intenzionato a mettere le mani anche sulle quattro ruote delle imprese.
Crolla il rent a car. Ma vediamo i numeri. Dopo aver chiuso il 2011 in crescita, nei primi tre mesi dell'anno il settore del noleggio veicoli ha registrato un fatturato in diminuzione dello 0,3% e una riduzione della flotta circolante (-0,2%). Poca cosa, è vero, ma a preoccupare è il tonfo delle immatricolazioni, circa 18mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2011 (-20,5%), causato, ha spiegato il presidente dell'Associazione dell'industria dell'autonoleggio e dei servizi automobilistici, Paolo Ghinolfi, sicuramente dallo sciopero delle bisarche ma soprattutto da una crescente incertezza da parte di chi fa gli ordini. Cioè le imprese. Il dato, però, è molto diverso tra i due mondi in cui si divide il mercato del noleggio. Mentre infatti quello a lungo termine ha registrato un calo del 4%, il cosiddetto rent a car, cioè il noleggio a breve, è crollato: -39%. In termini di fatturato e di flotta, il Rac è andato giù, rispettivamente, dell'8 e del 7% tra gennaio e marzo, mentre l'Nlt ha registrato un aumento, in entrambi i casi, dell'1%. Quest'ultimo dato, però, non deve trarre in inganno, se è vero che nel primo trimestre la flotta si è attestata a 518 mila veicoli rispetto agli oltre 524 mila del 2011. Insomma, anche il lungo termine ha innestato la retromarcia anche se, per ora, non si vede.
Nel 2011 fatturato record. Eppure il 2011 si era chiuso positivamente con un giro d'affari che aveva superato la quota record di 5 miliardi di euro (+2,2% rispetto al 2010), le immatricolazioni che, a differenza di un mercato dell'auto in forte perdita, erano cresciute del 12,3% (passando da 269.000 a 302.000) e un aumento generalizzato della flotta circolante (+2,4%). Poi, però, ha sottolineato Ghinolfi, sono arrivati il fisco e la crisi: dall'aumento dell'imposta di trascrizione, che per il noleggio ha comportato maggiori costi per circa 70 milioni, al superbollo, dall'aumento dell'imposta sull'Rc a quello delle accise sui carburanti. Il tutto all'interno di una crisi economica, finanziaria e di fiducia estremamente grave, aggravata dall'ormai istituzionalizzato ritardato pagamento delle pubbliche amministrazioni. "Tutti questi fattori, insieme all'incertezza degli scenari economici", dice l'Aniasa, "influenzerà anche la domanda di noleggio nel 2012, sia a lungo che a breve termine", con una riduzione delle nuove auto immesse in flotta vicina al 10% dovuta a una diminuzione delle immatricolazioni da 280 mila a circa 255.000.
L'incognita fiscale. Non basta. Un ulteriore peggioramento delle stime, infatti, potrebbe arrivare dalla stretta fiscale contenuta nel cosiddetto ddl lavoro (attualmente all'esame del Senato) che preleva una parte delle risorse necessarie per la riforma del mercato del lavoro proprio dall'auto aziendale, prevedendo minore possibilità di deduzione per i veicoli assegnati ai dipendenti (dal 90% al 70%) sia per quelli a disposizione di imprese e professionisti (dal 40% al 27,5%). Il gettito previsto dall'Esecutivo grazie alla minore deducibilità dei costi dell'auto aziendale è di 801 milioni per il 2013, di 1.057 milioni per il 2014 e di 1.057 per il 2015. Un'altra mazzata da 363 euro, in media, a vettura aziendale causata dalla minore deducibilità (ipotizzando un canone annuo di 6.600 euro per un veicolo dato in uso promiscuo al dipendente). Il tutto in un quadro fiscale già penalizzante, per le auto delle imprese italiane, rispetto agli altri paesi europei. "Questa misura", ha sottolineato Paolo Ghinolfi, "impatta negativamente non solo sul mercato dell'auto aziendale, che sconta da anni un trattamento fiscale fortemente penalizzante rispetto al resto dell'Europa, ma danneggia soprattutto le oltre 65 mila aziende che ogni giorno utilizzano l'auto per le proprie attività e che già oggi sopportano costi superiori (i trasporti rappresentano il 6-8% dei costi complessivi aziendali) rispetto ai propri competitor internazionali su un bene rilevante quale il parco auto".
Inascoltati. Ma il governo, da quell'orecchio, pare non sentirci. "I tecnici?", conclude Ghinolfi. "Si informano poco, non partecipano". "Abbiamo chiesto per tre volte un incontro al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, gli fa eco Pietro Teofilatto, direttore dell'Aniasa. "non ci hanno nemmeno risposto".
Auto e Flotte Aziendali. Anche di questo si parlerà il 6 giugno a Milano, a palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, in occasione della nona edizione del Congresso Auto & Flotte aziendali, organizzato da Quattroruote. L'evento sarà occasione di incontro tra addetti ai lavori, ma soprattutto di confronto e di approfondimento con gli esperti di Quattroruote, alla ricerca di soluzioni nuove e vantaggiose, economicamente e fiscalmente, per l'impresa e il suo business. Clicca qui per informazioni e iscrizioni.
Mario Rossi
10.05.2012

